dalila1 Provo un certo pudore a parlare di me stessa. Rifuggo dal narcisismo purtroppo tanto in voga di questi tempi. Mentre ho a cuore l’appartenenza al mio genere. Sono femminista e cerco di affermarne alcuni valori e principi.
Nel mio sito troverete spesso la declinazione delle parole sulla base del genere cui si riferiscono. L’affermazione di quella differenza che ci rende unici e uniche sebbene tutti e tutte sullo stesso piano inclinato, attraverso un filoconduttore che per me è rigorosamente  rosso, perché è il colore che preferisco e perchè penso sia quello che ci potrebbe salvare: il rispetto della persona, dei beni comuni, delle risorse naturali. Elementi della vita, e quindi del futuro dell’umanità.

Ho esercitato una lunga militanza politica con un’ attenzione specifica alle problematiche delle donne e alla tutela dei loro diritti. Mi sono battuta dall’età della ragione per il contrasto delle ingiustizie, anche se non mi toccano personalmente. Forse in questo caso mi accanisco ancora di più. Chissà perché. Di certo non per motivi religiosi, visto che sono agnostica. Nel senso che non credo per fede a nulla, ma mi pongo molte domande.

Ho avuto un’infanzia da figlia unica senza alcun privilegio. Anzi, con la responsabilità di essere diventata adulta più in fretta di molti/e miei/mie coetanei/e. Tanto che ho scelto di sposarmi molto presto e di avere la prima figlia appena maggiorenne. Ho introiettato presso il senso della responsabilità: forse mi è stata precocemente inculcata e non sono mai più riuscita a liberarmene sebbene abbia attivato senso critico e autocoscienza. Ma oggi sono molto soddisfatta dei miei tre meravigliosi ragazzi e dei miei adorati nipotini e nipotine. Gli affetti vincono sempre.

Mi sono riscattata con il lavoro da un’infanzia un po’ complicata dal punto di vista economico. Un bel lavoro.  Frutto di impegno, di studi autonomi e senza dovermi piegare a compromessi di alcun genere. Sono convinta che la vita sia una commistione di capacità e di impegno personali di carattere intellettuale, ma anche empatico, nel senso che la relazione con gli altri esseri umani è fondamentale per cogliere le opportunità. Ma è anche il frutto di un insieme di casualità. E l’impegno inseme al caso hanno consentito  che vincessi un bel concorso. Uno di quei concorsi che ti cambiano la vita, appunto.

In seguito ci ho aggiunto del mio.  Sono curiosa, impegnata nel sociale, nel volontariato, nella politica. Ed il tempo libero lo dedico  anche a tutto questo. E così ho fondato insieme ad altre donne, più di una Associazione di volontariato e mi sono prestata nel sostegno, legale, sociale e psicologico di coloro che subiscono violenza in famiglia, molestie e mobbing nei luoghi di lavoro, ho studiato le problematiche legate all’immigrazione e all’accoglienza delle persone straniere sul territorio italiano. Frequento da anni la Casa Internazionale delle donne di Roma dove il tema del femminismo non è considerato un tabù, ma la vera ricchezza del genere umano. Tutto il genere umano, anche se il genere maschile su questo ci deve ancora lavorare sodo. Dobbiamo avere un po’ di pazienza, per far comprendere che la sfida del femminismo sarebbe fondamentale per un possibile riequilibrio delle ingiustizie e della sconfitta violenze.

Sono stata  sindacalista e ho svolto attività nel Comitato per le Pari opportunità nel mio luogo di lavoro, ed oggi sono una giornalista pubblicista.

Questo sito vuole essere una finestra che sbircia sul nostro piccolo, ammalato mondo. Ma così meravigliosamente bello che abbiamo il dovere di salvarlo dalla morte. E per le donne questa è un’attività congeniale anche alla propria storia non politica, attraverso un’ancestrale retaggio che nostro malgrado ci rende muse della sopravvivenza. A questo credo. Per questo lotto.