Nel giugno del 2013 il presidente degli Stati Uniti e il presidente della Commissione europea hanno lanciato l’apertura dei negoziati su un Partenariato Trans-Atlantico su commercio ed investimenti (TTIP).
I negoziati sono in corso, nella più assoluta segretezza, e l’obbiettivo è concluderli entro il 2015.
Scopo del Trattato (TTIP) è l’eliminazione di ogni barriera “non tariffaria”, ossia la cancellazione di ogni vincolo che limiti la piena facoltà di investimento e la realizzazione dei profitti.
Le barriere “non tariffarie” che si vogliono abbattere sono, sostanzialmente: le tutele e diritti dei lavoratori e dei cittadini, le garanzie di standard di qualità per la sicurezza alimentare e  la tutela dell’ambiente.
Un vero e proprio programma di deregolamentazione utile a consegnare alla concorrenza di mercato i servizi pubblici e settori socialmente strategici, come sanità e istruzione.
E’ inquietante la segretezza che avvolge i negoziati, da cui sono tenute fuori le popolazioni e le istituzioni, un attacco inaudito al diritto dei cittadini e delle comunità locali di conoscere il merito delle trattative e quale impatto avranno verso le comunità locali.
L’unico diritto garantito è per gli investitori cui viene riconosciuta la possibilità di citare in giudizio le autorità locali qualora avessero “l’ardire” di assumere provvedimenti di interesse generale che possano, in qualunque modo, limitare la libertà di intrapresa e di profitto.

Bisogna assolutamente impegnarsi sia a livello nazionale che territoriale,  per  contrastare il conseguimento dell’accordo, e aderire all’appello della Campagna STOP TTIP.

Le forze politiche che hanno aderito all’appello sono già mobilitate per contrastare  gli effetti nefasti del TTIP. Di seguito uno dei volantini di adesione

TTIP